Dal 2 all’8 febbraio – La tappa che ha attraversato il Reatino ha unito natura, spiritualità e prova fisica, confermando la forza educativa del progetto Strade Maestre.
La partenza da Rivodutri ha condotto il gruppo verso Poggio Bustone, tra i paesi simbolo della Valle Santa. Arroccato sul fianco della montagna, il borgo è legato alla presenza di San Francesco e alla tradizione del celebre saluto “Buon giorno, buona gente!”. L’accoglienza al Convento di San Giacomo ha offerto uno spazio di incontro e condivisione immerso nel silenzio della natura.
Poggio Bustone è anche il paese natale di Lucio Battisti, ricordato nel parco “I Giardini di Marzo”, dove una statua in bronzo lo ritrae mentre suona.
Il cammino è poi proseguito verso Rieti, attraversando colline e boschi invernali. Considerata l’“Umbilicus Italiae”, Rieti rappresenta un centro geografico e spirituale di grande valore. Durante la sosta, il gruppo ha raggiunto il Santuario di Santa Maria della Foresta, luogo legato agli ultimi anni di San Francesco e alla tradizione del Cantico delle Creature.
L’incontro con la comunità di Mondo X, fondata da Padre Eligio, ha aggiunto una dimensione sociale importante al percorso, offrendo testimonianze dirette di ricostruzione personale e comunitaria.
Tra le tappe più impegnative, il lungo percorso da Rieti a Longone Sabino, lungo il Cammino di San Benedetto, ha messo alla prova resistenza e determinazione. Partenza prima dell’alba, salite costanti e l’attraversamento di borghi come Rocca Sinibalda, dominata dal suo castello, hanno scandito una delle giornate più intense del viaggio.
A Longone Sabino, borgo autentico e raccolto, il gruppo ha sperimentato il valore della sosta tra studio in autonomia e momenti culturali, come la visita a “U Cinemittu”, il cinema più piccolo d’Italia, nato grazie all’impegno dell’attore Luca Marinelli.
L’itinerario è poi proseguito verso Castel di Tora, affacciato sul Lago del Turano e inserito tra i Borghi più Belli d’Italia. Una tappa caratterizzata da salite continue e pioggia, che ha richiesto concentrazione e spirito di gruppo. L’arrivo nel borgo, con le sue case in pietra e i vicoli affacciati sul lago, ha restituito uno spazio di quiete dedicato allo studio, alla progettazione e alla vita condivisa.
La settimana nel Reatino ha confermato che il cammino è anche resistenza, adattamento e capacità di restare dentro la fatica. Ogni salita, ogni sosta e ogni incontro hanno contribuito a rafforzare il senso profondo di Strade Maestre: un percorso educativo che intreccia territorio, cultura e crescita personale, passo dopo passo.











