Dal 19 al 25 gennaio – Il cammino di StradeMaestre riparte da Viterbo e si rimette in movimento verso Soriano nel Cimino. La tappa si dimostra più impegnativa del previsto: una deviazione obbligata allunga il percorso e aumenta il dislivello, rendendo l’arrivo serale una vera prova di resistenza.
Soriano nel Cimino accoglie il gruppo con il profilo compatto del suo borgo medievale, dominato dal Castello Orsini. Poco sopra, il cammino attraversa uno dei luoghi più significativi della zona: la Faggeta Vetusta del Monte Cimino, riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio naturale dell’Umanità. Un ambiente silenzioso e maestoso, dove il passo rallenta e il sentiero diventa parte del paesaggio. La giornata si chiude all’Ostello Il Faggio, punto di riferimento per i camminatori della zona.
Il percorso prosegue verso Chia, attraversando colline e tratti di campagna tipici della Tuscia. Chia è un piccolo borgo immerso nel verde, fatto di pietra, boschi e spazi raccolti. Qui l’accoglienza è diffusa: il gruppo si divide tra case private e foresterie, sperimentando un’ospitalità semplice e diretta, che rafforza il legame con il territorio.
Durante i giorni di sosta, il cammino prende una forma diversa. Viene organizzata un’escursione nella foresta circostante, tra sentieri coperti di muschio e felci, fino alla necropoli di Santa Cecilia e alla Piramide etrusca, conosciuta anche come Sasso del Predicatore. Una struttura rupestre unica, scavata nella roccia, che testimonia la presenza e i rituali dell’antico popolo etrusco. È un luogo che si attraversa con rispetto, immersi in una natura ancora intatta.
Ripartiti da Chia, il gruppo raggiunge prima Orte e poi Acquasparta, dove l’Ostello San Francesco offre una nuova sosta. Le serate diventano occasioni di incontro e confronto: proiezioni cinematografiche, come No Other Land, momenti di dialogo su inclusione e cammini accessibili, racconti di progetti come Ammappa l’Italia e Spread The Message. Non mancano musica, balli popolari improvvisati e feste condivise.
La vita in cammino è anche un esercizio quotidiano di convivenza. Ritmi diversi, stanchezze e bisogni personali si intrecciano lungo la strada, trasformando il gruppo in uno spazio di ascolto e adattamento continuo.
Accanto al cammino fisico prosegue la scuola itinerante. Le lezioni si svolgono negli spazi disponibili, tra ostelli e case ospitanti, con docenti e studenti provenienti da percorsi differenti. Studiare dopo giornate di cammino richiede organizzazione e impegno, soprattutto mentre si avvicinano gli esami di ammissione alla classe successiva. La formazione si intreccia così con l’esperienza diretta, dimostrando che l’apprendimento può avvenire anche fuori dall’aula, purché guidato e condiviso.
Questa tappa di StradeMaestre nella Tuscia racconta un cammino fatto di territorio, relazioni e crescita. Un percorso che unisce passi, studio e vita comune, costruendo giorno dopo giorno un modo diverso di attraversare il mondo.










