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Quattro giorni di cammini e incontri in Sardegna

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Elena Gregori, guida ed educatrice ambientale, offre a Strade Maestre il suo punto di vista conseguente la partecipazione a Noi Camminiamo in Sardegna 2026

Il nostro itinerario ci ha condotti lungo alcune tappe rappresentative del Cammino Francescano in Sardegna, ripercorrendo le tracce di Sant’Ignazio da Laconi e di Fra Nicola da Gesturi, i cui valori di umiltà e bontà fanno da riferimento e rispecchiano a pieno quelli delle comunità che abitano le sub-regioni della Marmilla e del Sarcidano.

Territori di un entroterra ancora poco conosciuto a is continentales e a is istrangius, costellati di misteri nuragici e peculiarità geologiche uniche come l’altopiano basaltico della Giara, biotipo di importanza internazionale e casa di preziosi endemismi tra i quali i cavallini selvaggi della Giara (Equus caballus), o alcuni artropodi che mantengono immutato il loro corredo genetico da milioni di anni (Triops cancriformis).


Abbiamo camminato tra Laconi, Genoni e Gesturi con lo sguardo rivolto verso la macchia mediterranea, brillante di un verde resistente e coriaceo, alternata a campi di graminacee sottili ancora dorati dalla siccità estiva. Il bestiame, al di là dei muretti a secco, non mancava mai di farci compagnia: pecore, cavalli, capre e mucche sembravano custodi silenti dei territori che attraversavamo, raramente caratterizzati da altre presenze umane oltre alla nostra. Eppure le querce da sughero, le antiche ferrovie e le vecchie case in rovina ci portavano testimonianza di una presenza umana ben radicata nella storia di questi luoghi, che oggi stanno conoscendo l’amara pagina dello spopolamento delle aree interne. I ragazzi delle scuole medie di Laconi si sono uniti al cammino per i primi due giorni, all’insegna del motto “Conoscere per Proteggere”. Un sole ancora pieno ha accompagnato le nostre giornate e solo qualche timida nuvola ogni tanto si prestava come inframezzo tra le conversazioni curiose di chi si stava conoscendo tramite, attraverso, e grazie al cammino.


Nella cornice di questo paesaggio bucolico, ben lontano dall’immaginario stereotipato di spiagge smeraldine, non sono mancate esperienze culturali e sensoriali sui generis: abbiamo degustato liquori sopraffini di erbe spontanee raccolte in loco da Rosa, una vera alchimista; abbiamo salvato la dimensione dello spazio e del tempo nell’ingegnosa escape room curata nei minimi dettagli dalle nostre guide Oscar e Federico; abbiamo camminato tra i lecci nelle notti di luna piena con le orecchie tese per ascoltare i bramiti del cervo sardo; abbiamo visitato musei etnografici custodi di antiche storie e sapienze e un museo paleontologico scrigno di altrettanti ancestrali segreti sul cuore della terra; abbiamo ammirato chiese e cappelle nelle quali sono state riposte le preghiere e le speranze dei popoli per centinaia e centinaia di anni.


Infine ci siamo spostati a Bosa per l’evento conclusivo, dove il blu del mare è arrivato come un lampo e i colori accesi delle case hanno amplificato l’aria frizzantina che accompagnava il grande incontro con coloro che avevano percorso gli altri 16 itinerari nell’isola. 

Una rete umana che moltiplica il possibile, un fitto micelio che nutre e sostiene i sogni dell’intera foresta. 

Strade Maestre risuona come progetto ambizioso nelle conversazioni, suscita interesse, ammirazione e curiosità negli interlocutori. Un seme di speranza che incontra e dialoga con altri semi, talee e fioriture nella foresta delle utopie possibili.

A salutarci, i grifoni nel cielo e i delfini tursiopi che nuotano sotto costa.


Ancora una volta la Strada è Maestra e spazio d’incontro per costruzione di Pace.


Elena Gregori
Guida ed educatrice ambientale
Sono un’antropologa culturale, educatrice ambientale e guida escursionistica. La mia ricerca si muove nel rapporto tra umano e non umano. Mi sto specializzando in conservazione dell’ambiente e della fauna, mi appassionano l’etnobotanica e i grandi carnivori, studio il conflitto e le possibilità di coesistenza tra lupi e comunità umane. Sono nata e cresciuta nella piratesca Livorno, ma lavoro come guida in Sardegna e sulle Dolomiti, per cui sono sempre in cammino, seguendo la poesia che l’immensità del mare e delle montagne riescono spontaneamente ad ispirare. Cresciuta con i valori dello scoutismo, credo nel potere rivoluzionario delle comunità educanti, sono una sostenitrice di Strade Maestre dagli albori del progetto e sono felice oggi di collaborare ai suoi sviluppi.