Dal 9 all’15 febbraio – Dai silenzi dei monti al cuore di Roma.
La settimana ha attraversato il Lazio interno fino alla Capitale, lungo tratti del Cammino di San Benedetto e del Cammino della Sibilla, alternando natura, borghi e patrimonio storico-artistico.
La partenza da Castel di Tora, affacciato sul Lago del Turano, ha dato avvio a una sequenza di tappe impegnative verso Orvinio e il Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili. Salite costanti, pioggia e sentieri tecnici hanno richiesto attenzione e capacità di adattamento.
A Licenza, borgo legato alla memoria di Orazio, la visita al Museo Civico Oraziano ha offerto un momento di approfondimento culturale.
La tappa verso San Polo dei Cavalieri, dominato dal Castello Orsini-Cesi, è stata tra le più complesse della settimana, segnata da maltempo e percorsi alternativi. Anche le difficoltà hanno fatto parte dell’esperienza, richiedendo scelte condivise e flessibilità.
Raggiunta Tivoli, il gruppo ha visitato Villa d’Este, capolavoro del Rinascimento e sito UNESCO. Un luogo dove arte, architettura e paesaggio dialogano in modo unico, offrendo un’occasione concreta di studio sul campo.
L’ingresso a Roma ha rappresentato un passaggio naturale del percorso. Attraversando parchi e quartieri storici fino a Piazza San Pietro, il cammino si è concluso davanti al colonnato del Bernini. La visita alla Basilica di San Pietro, con le opere di Michelangelo e Gian Lorenzo Bernini, ha trasformato la città in una lezione viva di storia e arte.
Nei giorni romani non sono mancati momenti di scoperta autonoma e un incontro pubblico presso la sede del CAI Roma, occasione di confronto sul progetto e sul significato di una scuola che cammina.
Tra pioggia, salite, ville rinascimentali e strade urbane, la settimana ha mostrato come il cammino possa cambiare forma senza perdere il suo senso: imparare attraversando i territori, affrontare gli imprevisti insieme, trasformare ogni tappa in esperienza condivisa.


















