Dal 18 al 24 maggio
Questa settimana ha seguito un ritmo diverso, scandito dall’alternanza tra spostamenti e soste, tra il movimento e la quiete delle pause. Dal mare di Bova Marina, dove l’aria diventa salata e lo sguardo si apre, il gruppo ha raggiunto la Sila, uno dei parchi naturali più vasti e selvaggi del sud Italia.
L’ingresso nel Parco Nazionale della Sila è stato graduale: il bosco ha sostituito la luce aperta, i pini altissimi hanno circondato il percorso, l’aria si è fatta più fresca. Villaggio Mancuso, a circa 1300 metri di altitudine nel cuore della montagna, è stata la prima base. Le giornate sono state scandite da routine quotidiane: ore di studio, momenti di relax e cene insieme. L’attività di massaggio reciproco ha permesso di scoprire come il corpo accumuli stanchezza durante il cammino. Durante il soggiorno, il supporto di Francesco e della UISP di Villaggio Mancuso ha reso l’esperienza più confortevole e inclusiva.
Il Cammino nel Parco della Sila
La tappa verso Villaggio Grechi e Villaggio Palumbo, in località Tirivolo del comune di Zagarise, ha significato tornare a camminare per ore. Una lunga camminata nel Parco Nazionale della Sila tra pini e faggi, con sentieri che sembravano non terminare mai.
La luce filtrava tra i rami disegnando ombre morbide, il profumo della terra umida e della resina accompagnava ogni passo, il silenzio del bosco era interrotto solo dalle conversazioni e dalle risate. Dopo giorni più sedentari, la fatica si è fatta sentire, ma camminare insieme l’ha resa più leggera. È stato uno di quei giorni in cui il corpo e la testa hanno dovuto ritrovare il ritmo, passo dopo passo.
Villaggio Grechi e Villaggio Palumbo, piccoli centri montani della Sila Piccola a circa 1600 metri, hanno ospitato i giorni successivi. Con Giovanni Vizza, guida dell’AIGAE – Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche, main partner di Strade Maestre 2025-26, il gruppo ha approfondito la conoscenza del territorio e del parco circostante.
Il pomeriggio al parco avventura “Orme nel Parco”, il primo e più grande della Calabria, è stato il momento più adrenalinico della settimana. Percorsi sospesi tra gli alberi, ponti tibetani, carrucole: tutto si svolge in alto, in equilibrio continuo. All’inizio la paura è reale, quella che arriva quando ti agganci al cavo e guardi sotto di te. Poi, passo dopo passo, arriva l’adrenalina, quella che ti spinge ad andare avanti.
I percorsi erano di livelli diversi, dai più semplici ai più impegnativi. Alcuni hanno affrontato il tracciato nero, il più difficile, spingendosi oltre i propri limiti. È stato un pomeriggio che ha messo alla prova il gruppo, lasciando ognuno libero di trovare il proprio equilibrio tra sfida e sicurezza.
Durante questa settimana il gruppo ha continuato a trasformarsi. Emma e Raby hanno lasciato temporaneamente il cammino per affrontare i loro esami, mentre Marika e Pietro sono rientrati. Gli addii e i ritorni hanno sottolineato come l’esperienza sia qualcosa di vivo, che si adatta e cresce.
La settimana nella Sila ha dimostrato che il cammino non è fatto solo di passi, ma anche di pause, di momenti che sembrano piccoli ma restano. L’equilibrio tra il fermarsi e il ripartire è quello che dà senso a tutto il percorso.
Fonte: https://amaincammino.wordpress.com























