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Un’intesa che cammina. L’incontro con Chiara Aviani e Montagna Leader ci ha portato in Friuli Venezia Giulia

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Ci sono incontri che nascono per caso, ma che poi diventano Strade Maestre. Con Chiara Aviani è andata proprio così: un passo alla volta, tra un progetto e l’altro, ci siamo trovate a condividere la stessa visione, gli stessi ideali e, soprattutto, la stessa voglia di far camminare le persone – e i sogni – attraverso la nostra terra.

All’inizio, parlo di almeno dieci anni fa, la nostra è stata una collaborazione professionale. Io avevo documentari da realizzare in Friuli Venezia Giulia; lei, con la sua agenda a fisarmonica, era la persona giusta per aprire le porte giuste… e le idee. Chiara sa sempre indicarti la storia che vale la pena ascoltare, la realtà curiosa, l’associazione intraprendente o l’artigiano che custodisce un sapere antico.

La sua dedizione mi ha sempre colpita nel profondo. Forse perché io stessa vengo dal Friuli, lo conosco, lo amo, l’ho percorso in lungo e in largo, e sentire in Chiara lo stesso attaccamento, la
stessa cura per i luoghi e per le persone, è stato come riconoscere una parte di me. Con lei ho ritrovato quel senso di appartenenza friulano fatto di concretezza, accoglienza e passione sincera per la propria terra.

Montagna Leader è il GAL per cui lavora da diversi anni: un Gruppo di Azione Locale che ha saputo trasformare un territorio, quello della montagna pordenonese  non solo in un luogo geografico, ma in un personaggio vivo.
È una realtà che intreccia fili: quelli delle persone, delle idee, delle imprese e dei paesi che vogliono crescere insieme senza perdere la propria identità. Soprattutto nelle aree interne del Friuli, tra montagne, colline e piccoli borghi, Montagna Leader sostiene chi ha un sogno legato al territorio, in particolare i giovani che scelgono di restare e costruire futuro qui.


Quando le ho parlato di Strade Maestre e le ho detto che ci sarebbe piaciuto concludere l’ultimo mese del progetto in Friuli, non ho fatto in tempo a finire la frase. Chiara ha sorriso e, con la sua solita concretezza, ha detto: “combiniamo.”

Una parola che, per un friulano, significa molto più di “va bene”: vuol dire siamo con voi, organizziamo, sistemiamo, troviamo senz’altro una soluzione. E infatti, l’ha trovata. Anzi, le ha trovate tutte. Ha trovato anche Anna, una delle studentesse della prima edizione di Strade Maestre, l’anno scolastico in cammino 2024–2025, che poi è partita con noi e che Montagna Leader ha sostenuto con uno zaino di studio.

In fondo, per partire con un progetto così ambizioso come quello di Strade Maestre, servivano dei visionari come noi che credessero nel sogno prima ancora che prendesse forma. Chiara e Montagna Leader sono stati proprio questo: un sostegno saldo, un punto d’appoggio sicuro che ci ha permesso di spiccare il salto. Custodi silenziosi del nostro cammino, capaci di unire
pragmatismo e visione.

Durante il percorso di Strade Maestre in Friuli, tutto lo staff di Montagna Leader ci ha aiutato a organizzare le tappe lungo il Cammino di San Cristoforo, dai Magredi fino alle montagne. Ma ci ha anche aperto porte preziose, permettendoci incontri e visite memorabili: dal Museo dell’ex centrale idroelettrica di Malnisio alla diga del Vajont, dal Museo delle Coltellerie di Maniago alla Scuola Mosaicisti del Friuli, fino al Centro Studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa.

Gli amici di Montagna Leader sono stati un supporto concreto e umano: ci hanno accolto con professionalità, ma anche con calore sincero. Indimenticabile la cena condivisa, quella sera in cui hanno cucinato per noi: un gesto semplice, ma carico di significato.

E allora che dire? Grazie a Chiara. Grazie a te e a Montagna Leader sulle Strade Maestre non solo abbiamo raggiunto dei traguardi scolastici ma abbiamo unito persone, idee, energie e visioni comuni. Le visioni di un’Italia che si racconta attraverso chi la attraversa. Di ragazzi che imparano a guardare la propria terra con occhi nuovi, a scoprirne le risorse, i dettagli, le ispirazioni. E di realtà, che sanno sostenere i giovani del territorio e aiutarli a dare forma.

di Roberta Cortella