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Tra nuraghi e miniere: Strade Maestre nel cuore storico della Sardegna

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  • Categoria dell'articolo:diario 25-26

Dal 1 al 7 Dicembre 

La settimana di cammino in Sardegna ha attraversato territori densi di storia, memoria e radici profonde, dove ogni passo si è intrecciato con racconti antichi e paesaggi che parlano con discrezione ma lasciano il segno. Un tratto di viaggio in cui il Cammino di Santu Jacu e il Cammino Minerario di Santa Barbara hanno accompagnato il gruppo tra Marmilla e Sulcis.

La tappa da Genoni a Barumini si è svolta lungo strade tranquille e paesaggi aperti, con una sosta significativa a Gesturi, dove l’incontro con una scuola ha creato uno spazio di dialogo e confronto sul valore del cammino, delle scelte e dei sogni. A Barumini, l’arrivo ha significato entrare nel cuore della Sardegna nuragica: il complesso di Su Nuraxi, patrimonio UNESCO, ha offerto un’immersione nella civiltà che ha abitato l’isola migliaia di anni fa. La visita a Palazzo Zapata, costruito sopra un nuraghe visibile attraverso passerelle sospese, ha reso tangibile il dialogo continuo tra epoche diverse.

Anche qui il cammino si è intrecciato con la scuola: laboratori, momenti di racconto e studio hanno trasformato gli spazi in aula condivisa, confermando l’identità di Strade Maestre come esperienza educativa in movimento.

Il percorso è poi proseguito da Barumini a Sanluri, dove il sapere ha accompagnato i passi lungo la strada, fino all’arrivo nel territorio attraversato dal Cammino Francescano in Sardegna. L’accoglienza presso il convento dei Cappuccini ha restituito silenzio, semplicità e condivisione.

Nei giorni successivi, il gruppo ha raggiunto Villacidro, porta del Cammino Minerario di Santa Barbara, esplorando una Sardegna diversa: quella industriale e mineraria, segnata dal lavoro, dalla fatica e dalla resilienza. Le tappe verso Monti Mannu e Domusnovas hanno condotto attraverso boschi, guadi e paesaggi selvatici, fino alla spettacolare Grotta di San Giovanni, un corridoio naturale scavato nella roccia.

Il viaggio si è concluso a Iglesias, città mineraria e luogo di accoglienza, dove ancora una volta l’ospitalità ha segnato il cammino.
È stata una settimana intensa, fatta di studio, natura, storia e relazioni, che ha confermato come camminare significhi attraversare territori, ma soprattutto comprenderli.

Il viaggio continua, passo dopo passo.