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La bandiera della Terra sulle Strade Maestre

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Storia della bandiera della Terra di James Cadle che portiamo in viaggio sulle Strade Maestre

Cosa è una bandiera, a cosa serve?
Un segno riconoscibile al primo sguardo. Un simbolo tramite cui si mostra un’entità definita: una nazione, un’organizzazione, un territorio, un’idea. La bandiera arcobaleno, pace e diritti. La bandiera nera, pirati. Bandiera rossa e bandiera bianca. Bandiera a scacchi. Bandiere con croci, mezzelune e stemmi nobiliari evocano l’impronta di religioni e dinastie dominanti. Le bandiere marcano l’identità di presenze e appartenenze, posizioni, frontiere, traguardi, pericoli.

Le bandiere richiamano attenzione e innescano reazioni
Le bandiere sono celebrate e talvolta offese, durante cerimonie e manifestazioni. Su migliaia di edifici pubblici in Italia,come municipi e ministeri, scuole e tribunali, sventolano il tricolore e la bandiera blu dell’Unione europea. La loro esposizione è regolata dalla legge, così come le pene previste in caso di vilipendio: fino a 10mila euro e due anni di reclusione. Le bandiere vengono prese sul serio, in tutto il mondo.

Le bandiere sono strumenti potenti
Con questa consapevolezza James Cadle, un contadino nordamericano, creò nel 1970 la bandiera che prende il suo nome. L’idea prende forma nel periodo precedente lo sbarco sulla Luna, avvenuto il 21 luglio 1969. Una conquista, non solo scientifica e tecnologica ma anche politica e culturale, che ha segnato l’immaginario dell’umanità e rafforzato l’immagine di potenza degli Stati Uniti. Realizzata dalla Nasa, l’Amministrazione Nazionale per l’Aeronautica e lo Spazio statunitense, l’impresa è rappresentata dall’immagine degli astronauti appena sbarcati che piantano sul suolo lunare la bandiera a stelle e strisce. Pochi mesi dopo, al Congresso di Washington, venne approvata una legge che definisce l’azione come un “gesto simbolico di orgoglio nazionale per il risultato, da non interpretare come una dichiarazione di appropriazione o pretesa di sovranità”.

La bandiera dell’astronave Terra
James Cadle disegnò una bandiera che rappresentasse l’umanità nel suo insieme, senza alcun riferimento a stati, organizzazioni o individui. Un vessillo per umani che si considerano passeggeri dell’astronave Terra. Un simbolo da usare liberamente. Una bandiera che veicola un messaggio di apertura, di inclusione, di pace. Un segno di appartenenza universale a una comunità, quella umana, da sempre migrante e di passaggio sul pianeta azzurro.
La prima bandiera fu innalzata pochi mesi dopo lo sbarco sulla Luna su un palo della luce della fattoria di Cadle che, negli anni seguenti, si dedicò con la moglie Judy a promuoverne la diffusione, registrandone i diritti d’autore e fondando la Flag of Earth Company International. Nel corso della vita, finita nel 2024, Cadle realizzò centinaia di bandiere, inizialmente facendole in casa e poi commissionandole a fabbriche specializzate, distribuendole in tutto il mondo al costo di produzione, senza fini di lucro.

La popolarità, grazie a Carl Sagan
La bandiera di Cadle iniziò a diffondersi dapprima durante le manifestazioni contro la guerra del Vietnam e poi apparve in varie parti del mondo, dopo essere stata adottata da astronomi e astrofili che la conobbero e apprezzarono grazie soprattutto all’azione del celebre scienziato e divulgatore Carl Sagan (1934-1996). Noto al grande pubblico per le sue trasmissioni televisive e i suoi libri, autorevole presso le istituzioni e la comunità scientifica internazionale grazie ai ruoli ricoperti nei progetti di esplorazione spaziale, Sagan fece installare the James Cadle’s Flag of Earth nelle sedi del Seti, Search for Extra-Terrestrial Intelligence, un istituto collegato alla Nasa di cui fu tra i fondatori. Sagan è conosciuto, fra l’altro, per aver contribuito a far realizzare la fotografia Pale Blue Dot, Pallido Punto Blu: un’immagine della Terra scattata nel 1990 dalla sonda Voyager 1 quando si trovava a sei miliardi di chilometri da noi, ai confini del sistema solare, su cui ha scritto un importante testo riportato sotto*.

La diffusione nel mondo
Tra gli anni settanta e ottanta la bandiera della Terra raggiunse la massima diffusione e venne installata in svariati luoghi di tutto il pianeta: molti osservatori astronomici, da quelli più grandi a quelli più remoti, negli Stati Uniti e persino in Unione Sovietica, nonché centri di ricerca, scuole, case, mezzi di trasporto. Dal primo novembre 2003 l’immagine della bandiera è di pubblico dominio, per volontà di Cadle – morto nel 2004 – ed è affidata al Naapo, North American Astrophysical Observatory, che ne promuove l’utilizzo e ne gestisce il sito ufficiale. Sulle pagine di questo sito, antiquate e prive di collegamenti ai social, si trova un elenco non esaustivo di siti dove ammirare la bandiera e i file per stamparla.

In Italia, a scuola e sulle Strade Maestre
La Bandiera della Terra è stata esposta per alcuni anni nel luogo più elevato di Roma, a Monte Mario, in un pennone del parco della scuola Giacomo Leopardi. Da settembre 2024 una piccola bandiera della Terra viene portata in viaggio attraverso l’Italia dai gruppi che svolgono l’anno scolastico in cammino di Strade Maestre. La esponiamo durante gli incontri, ne raccontiamo la storia, la distribuiamo con qualche adesivo. Invitiamo chi ne apprezza il significato a conoscerla, usarla, riprodurla, diffonderla.

Niccolò Gori Sassoli
coordinamento e comunicazione Strade Maestre, CamminaMenti cooperativa sociale



* Da questo distante punto di osservazione, la Terra può non sembrare di particolare interesse. Ma per noi, è diverso. Guardate ancora quel puntino. È qui. È casa. È noi. Su di esso, tutti coloro che amate, tutti coloro che conoscete, tutti coloro di cui avete mai sentito parlare, ogni essere umano che sia mai esistito, hanno vissuto la propria vita. L’insieme delle nostre gioie e dolori, migliaia di religioni, ideologie e dottrine economiche, così sicure di sé, ogni cacciatore e raccoglitore, ogni eroe e codardo, ogni creatore e distruttore di civiltà, ogni re e plebeo, ogni giovane coppia innamorata, ogni madre e padre, figlio speranzoso, inventore ed esploratore, ogni predicatore di moralità, ogni politico corrotto, ogni “superstar”, ogni “comandante supremo”, ogni santo e peccatore nella storia della nostra specie è vissuto lì, su un minuscolo granello di polvere sospeso in un raggio di sole.

La Terra è un piccolissimo palco in una vasta arena cosmica. Pensate ai fiumi di sangue versati da tutti quei generali e imperatori affinché, nella gloria e nel trionfo, potessero diventare per un momento padroni di una frazione di un puntino. Pensate alle crudeltà senza fine inflitte dagli abitanti di un angolo di questo pixel agli abitanti scarsamente distinguibili di qualche altro angolo, quanto frequenti le incomprensioni, quanto smaniosi di uccidersi a vicenda, quanto fervente il loro odio. Le nostre ostentazioni, la nostra immaginaria autostima, l’illusione che noi abbiamo una qualche posizione privilegiata nell’Universo, sono messe in discussione da questo punto di luce pallida. Il nostro pianeta è un granellino solitario nel grande, avvolgente buio cosmico. Nella nostra oscurità, in tutta questa vastità, non c’è alcuna indicazione che possa giungere aiuto da qualche altra parte per salvarci da noi stessi.

La Terra è l’unico mondo conosciuto che possa ospitare la vita. Non c’è altro posto, per lo meno nel futuro prossimo, dove la nostra specie possa migrare. Visitare, sì. Colonizzare, non ancora. Che ci piaccia o meno, per il momento la Terra è dove ci giochiamo le nostre carte. È stato detto che l’astronomia è un’esperienza di umiltà e che forma il carattere. Non c’è forse migliore dimostrazione della follia delle vanità umane che questa distante immagine del nostro minuscolo mondo. Per me, sottolinea la nostra responsabilità di occuparci più gentilmente l’uno dell’altro, e di preservare e proteggere il pallido punto blu, l’unica casa che abbiamo mai conosciuto.

da Pale Blue Dot: A Vision of the Human Future in Space, Carl Sagan 1994